Perchè fare una “retrostampa” ?

La mia strana avventura con il floppy WELCOME è tragicomica, qualcuno degli iscritti al club 128S ne è a conoscenza. In pratica il computer mi è stato ordinato ad ottobre, consegnato a dicembre poco prima di Natale del 1986, le scatole che all’epoca erano solo di ingombro ed appunto solo delle “scatole” (oggi hanno un valore anche vuote) furono utilizzate come base per il presepe ! Talmente era tanta la frenesia di utilizzare il nuovo giocattolo che nella confusione non ci si è resi conto del floppy che si trovava appiccicato con lo scotch nella confezione dell’unità centrale (tastiera). Nei giorni sucessivi, leggendo il manuale però mi resi conto che qualcosa non tornava, veniva menzionato più volte questo fantomatico floppy welcome con la schermata le icone, le frecce, i programmi per la stampa etc. Inutile telefonare alla filiale Olivetti, erano chiusi per le festività e quando riaprirono ci dissero telefonicamente che era impossibile che il floppy non fosse nella confezione. La città era distante e nessuno che conoscevo possedeva un 128S per fare un eventuale backup, quindi ci avevo praticamente rinunciato ma… miracolo dell’Epifania, il floppy salta fuori dopo la venuta dei magi, perchè il presepe era stato smantellato e messo da parte per l’anno prossimo ! Notti insonni a divorare quelle cartelle e programmi sconosciuti come il mitico “CONVERT” approfondito dal nostro iscritto GIOSA. Non esagero nel dire “divorare” perchè, all’epoca senza altri con cui condividere o internet dove scaricare qualcosa praticamente tutto quello che ci si poteva fare era scrivere qualche listato, giocare o studiare qualche floppy che raramente si trovava. Questo spiega probabilmente perchè i possessori di 128S rispetto ad un bambino con Atari o Commodore avessero una marcia in più sulla programmazione BASIC in generale piuttosto che nei videogiochi. Torniamo al presente, nell’immagine in alto si vede la mitica tedesca Mannesmann Tally MT81, che riporta su carta la famosissima lettera dimostrativa contenuta nel floppy WELCOME, si trattava del programma di videoscrittura VIEW. C’era anche il VIEW-SHEET versione sucessiva al VISICALC che quindi assieme al VIEW-WORD in pratica erano il pacchetto di software che per un ragazzo dei giorni d’oggi è semplicemente OFFICE. Fare una retrostampa al giorno d’oggi, certamente è una cosa inutile ed obsoleta, ma non priva di insidie, sorprese e curiosità. C’è tanto da studiare ed ancora dopo quasi 40 anni incuriosiscono e stupiscono i possessori di questi hardware, vedi qualche link allegato :

https://olivettipc128s.altervista.org/wp-admin/post.php?post=57&action=edit

https://dostalgia.it/olivetti-prodest-pc-128/olivetti-prodest-dm90/

https://dostalgia.it/olivetti-prodest-pc-128/numero-10-per-pc128-la-foto-di-michael-platini-e-finalmente-su-carta/

http://hobbyelettronica.altervista.org/elettr_digit/parallel.pdf

http://www.digitanto.it/mc-online/PDF/Articoli/081_092_095_0.pdf

Una CITIZEN 120D funzionante sul cugino del 128S, il BBC MICRO

Purtroppo all’epoca una stampante secondo il listino Olivetti, costava la bellezza di 550.000 lire, in pratica la metà di tutto il kit con il 128S compreso di monitor e modulo base ! Era un giocattolo troppo costoso e visto come troppo professionale per un bambino. La prima stampante è entrata a casa a metà degli anni 90, ma era una stampante per WINDOWS a getto di inchiostro. Invece la prima stampante ad aghi (MT-81 e sucessivamente una LQ EPSON) me l’aveva prestata e poi regalata il mio caro amico ing. P. Leonardo, che certamente leggendo queste righe ricorderà le nostre prime avventure pioneristiche sui PC e su internet. Affascinato dalla stampa mai conosciuta tramite il 128S mi sono cimentato a costruire adattatori per collegare queste stampanti, alcuni li utilizzo ancora oggi. Nel mio canale YOUTUBE, ci sono alcuni esempi messi in pratica :

A dare nuova linfa a queste ricerche sulla “retrostampa” è stato l’amico Ciavarelli che 35 anni fa aveva danneggiato ben due stampanti ad aghi Olivetti Prodest DM90 con il suo PC128, nei link sopra racconta tutta la vicenda. Secondo me e tutti gli esperti interpellati poteva trattarsi solo di un caso sfortunato sino a quando, deciso a svelare il mistero su questa storia mi sono messo d’impegno ripetendo il suo tentativo di stampa digitanto le famose 3 righe killer che hanno messo K.O. le due DM90 Olivetti e probabilmente facendo infuriare il suo papà all’epoca. Quindi non vi azzardate a ripetere l’operazione, e se lo fate, dovrete poi contattarmi per risolvere il problema e riparare la stampante.

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Questa vicenda, finalmente ha avuto una soluzione e la “profezia Ciavarelli” è stata confermata fortunatamente con esito positivo, dato che la stampante comunque è riparabile. Le teorie sono tante e grazie al team 128S c’è una spiegazione tecnica che non voglio descrivere perchè sicuramente noiosa. In sintesi possiamo dire che la Olivetti all’epoca era bravissima ad incasinare le cose e incapace poi a porvi rimedio, forse per colpa della fretta o errori di traduzione e marketing. Le scarse nozione che avevano i rivenditori li costringevano in una posizione di intermediari poco tecnici. Come l’esempio del floppy WELCOME, sarebbe stato sufficente un backup, il floppy infatti non era protetto e nello stesso manuale veniva suggerito di fare una copia dato che il suo utilizzo sarebbe stato frequente tale da logorare l’originale e renderlo illegibile. Ho raccolto racconti ed esperienze negative simili da tanti che mi hanno scritto, lo scopo del venditore era quello di vendere un computer alternativo al 128S qualora questi presentasse un problema. Non ho avuto mai notizie di riparazioni, ma solo di sostutuzioni presso le filiali Olivetti, presentando la famosa cartolina gialla dell’assistenza in garanzia.

Da dove saltano fuori le DM90 e DM90S ? Leggendo articoli dell’archivio storico Olivetti, si apprende che avessero demandato la produzione in Korea, la tecnologia è palesemente nipponica, anche se fa sorridere l’impiego delle cinghie Pirelli, quindi un pochino di Italia c’è dentro queste stampanti. Alcuni integrati sono Texas Instruments americani, ma prodotti in Giappone, una follia con la mentalità degli anni 50. Sono delle Epson MX80 travestite e rivisitate dentro e fuori, ma la tecnologia e le testine sono le stesse. Queste stampanti parallele, grazie alla loro versatilità ebbero poi larga diffusione in Francia con il marchio THOMSON e nel resto del mondo grazie a COMMODORE.


https://global.epson.com/company/corporate_history/milestone_products/pdf/11_mx-80.pdf

segue…